Incredibilmente organizzati per accogliere i celiaci : cronaca di un viaggio glutenfree in Giappone.
“Appena arrivati, ci hanno dato un cartello scritto in giapponese da esporre nei ristoranti, nei bar…una cosa fantastica”- racconta Francesca Vaiarelli , socia AIC Lazio – “lo abbiamo portato ovunque e ovunque ci hanno trattato sorridendo e dandoci cibi permessi”.
“Mia figlia è celiaca, ha 11 anni e lo abbiamo scoperto quando ne aveva sei: da allora ogni viaggio richiede una certa organizzazione”. Controllare su internet la presenza di alberghi adatti, mettere in valigia i prodotti: sono gesti abituali per la mamma di un ragazzo celiaco. Ma la sorpresa è notevole quando dall’altro capo del mondo scopri che avresti – quasi – potuto farne a meno.
“Non credo che in Giappone sia riconosciuta la celiachia come patologia ma sicuramente è conosciuta l’intolleranza al glutine”. La gente non si stupiva, quindi, e il cartello serviva più che altro per superare le barriere linguistiche. “Prodotti per celiaci, no, non ne ho visti: ma dato il largo uso della farina di riso in Giappone, trovare e ottenere cibi adatti è abbastanza semplice”. Il fatto che non sia riconosciuta la patologia fa si che non esista una associazione paragonabile ad AIC ma almeno esiste una cultura del rispetto delle intolleranze alimentari.
Il viaggio è durato 10 giorni, senza alcuna difficoltà. “Anche in altri Paesi ci eravamo trovati bene, ma mai a questi livelli. In aereo ottenere un pasto senza glutine non è un problema (viaggiavamo Alitalia ma oggi molte compagnie lo fanno) e poi questa accoglienza…”.
Alla domanda “avete mai avuto problemi in qualche Paese?” Francesca risponde: “Forse in Grecia, ma più che altro per le carenze delle strutture turistiche nel Paese”. Come a dire che dove c’è una buona organizzazione turistica, il celiaco può viaggiare, con qualche accortezza. Francesca sente comunque “la mancanza di un portale o di un punto di raccolta internazionale di informazioni sui viaggi senza glutine” . Vero è che così ha potuto essere piacevolmente sorpresa dall’accoglienza nipponica, calorosa al di là di ogni aspettativa.
FONTE: AIC Lazio